STEFANO PROLA: DALL’ITALIA A MADRID CON LA INTERNATIONAL AIR TRANSPORT ASSOCIATION

Nel 2017 hanno volato 4,1 miliardi di persone con 36,7 milioni di voli. Le compagnie aeree membri di IATA, che coprono circa l’85% del traffico mondiale, nello stesso anno non hanno avuto nessun incidente mortale. Nel 2017 hanno viaggiato più di 4 miliardi di passeggeri, in realtà solo un terzo della popolazione mondiale ha volato. Una persona su tre ha viaggiato in aereo, più volte. Chi viaggia spesso considera il volo come un normale mezzo di trasporto. I passeggeri sono sempre più esigenti.

Comandante perché ti decidi per la Spagna e quando vieni?
Sono approdato in Spagna grazie ad un’opportunità di lavoro interessante, alla IATA, l’associazione internazionale del trasporto aereo. Ho volato per diverse compagnie aeree italiane, ora sono passato a lavorare per l’intera comunità delle aerolinee. Arrivato 4 anni fa, sono felicissimo di vivere a Madrid.

Tu sei pilota di aerei, quando nasce e perché il desiderio di volare?
Da piccolo mio padre mi portò a Torino a vedere una manifestazione aerea. Rimasi molto colpito dagli aerei e dagli equipaggiamenti dei piloti da caccia e da li il desiderio. Provai il concorso per l’Aeronautica Militare e mi andò bene, la mia alternativa era diventare guarda parco al Gran Paradiso.

Nel tuo importante curriculum molte sono le esperienze  lavorative, sia nell’aviazione commerciale che quella militare. Quale quella più significativa sia per il tuo lavoro che personale?
Di tutte le esperienze, quella più significativa professionalmente è stata l’anno passato alla scuola per diventare pilota collaudatore, negli Stati Uniti con la Marina Militare statunitense. Un corso molto intenso ma che porta a conoscere il volo nei suoi minimi dettagli e a poter volare con qualsiasi velivolo o elicottero con tranquillità.

Sei stato Direttore di “Crew Training”. Di che cosa si tratta?
Nelle compagnie aeree è il responsabile di tutto l’addestramento dei piloti e degli assistenti di volo. Prepara i programmi, designa e supervisiona gli istruttori ed esaminatori ed è responsabile verso l’autorità per l’aviazione civile della corrispondenza ai requisiti normativi.

Come ed in che cosa è cambiato il mondo dell’aviazione  commerciale con l’uso delle nuove tecnologie?
Il cambiamento è continuo. I miglioramenti nell’automazione e sofisticazione dei velivoli da una parte e nelle infrastrutture di navigazione e controllo del traffico aereo dall’altra, permettono di ottimizzare i voli e ottenere sempre maggiori volumi di traffico con una crescente sicurezza. Nel 2017 hanno volato 4,1 miliardi di persone con 36,7 milioni di voli. Le compagnie aeree membri di IATA, che coprono circa l’85% del traffico mondiale, nello stesso anno non hanno avuto nessun incidente mortale. Questo in sintesi il cambiamento.

Il trasporto merci verso quali paesi europei ed internazionali si rivolge?
Il trasporto merci, con la globalizzazione e le vendite online, ormai è distribuito abbastanza capillarmente in tutti i paesi ma naturalmente i maggiori volumi sono dove la produzione/consumo di beni è maggiore. In Europa gli aeroporti che vedono il maggior traffico merci sono Francoforte, Parigi, Amsterdam e Londra. Globalmente la Cina e gli USA sono le nazioni che dominano questo tipo di trasporto.

I passeggeri di oggi, chi sono?
Se nel 2017 hanno viaggiato più di 4 miliardi di passeggeri, in realtà solo un terzo della popolazione mondiale ha volato. Ossia solo una persona su tre ha viaggiato in aereo, più volte. Chi viaggia, quindi, lo fa relativamente spesso e considera il volo come un normale mezzo di trasporto. I passeggeri sono sempre più esigenti. Si possono poi suddividere in diverse categorie secondo chi viaggia per lavoro, per andare in vacanza oppure per altre esigenze personali. Ogni diversa categoria ha le proprie peculiarità. Per esempio, un problema montante è costituito dai passeggeri che causano delle turbative a bordo. Si tratta, spesso, di persone intossicate dall’alcool o altre sostanze e più facilmente sono i passeggeri che viaggiano per vacanza a essere protagonisti di questi episodi.

La sicurezza e la paura …i “grandi nemici” dei passeggeri, ma oggi l’aviazione è…..?
…ultra sicura. Questa è la definizione tecnica del volo come mezzo di trasporto. Nelle statistiche siamo ormai vicini ad avere un incidente ogni milione di voli. Nel 2017 le vittime a bordo di aerei sono state 19. Si tratta di un anno particolarmente buono, da questo punto di vista ma anche, per esempio, nei 3 anni immediatamente precedenti le vittime si aggiravano tra i 100 e i 200 per anno. Naturalmente anche solo una vittima è una disgrazia da evitare, ma se si comparano i numeri dei morti sulle strade, che sorpassano il milione all’anno, si capisce che il mezzo aereo è fondamentalmente sicuro e ogni sforzo viene fatto per mantenere e migliorare questi risultati in termini di sicurezza. Bisogna dire che nessuna attività umana è esente da rischi. Si comprende come l’essere proiettati nell’aria a grandi velocità non sia una condizione naturale per l’uomo e quindi possa generare qualche remora in alcuni individui. Da pilota direi che i passeggeri possono viaggiare tranquilli affidandosi alla grande professionalità dei miei colleghi, che condividono in persona, seduti in punta dell’aereo, le sorti del viaggio. E al tempo stesso tranquilli si deve essere grazie alla altissima professionalità di tutto il personale delle compagnie aeree che direttamente o indirettamente contribuiscono alla sicurezza mantenendo i velivoli in perfette condizioni o supportando da terra le fasi di preparazione e conduzione dei voli.

Quali sono i diversi aspetti da tenere presente nell’aviazione militare?
L’aviazione militare ha per scopo la difesa della nazione e svolge questo ruolo in larga parte integrandosi in alleanze internazionali. Ha un ruolo attivo sia in tempo e zone dove non sono presenti conflitti attivi, di prevenzione, sorveglianza e supporto sia, naturalmente, dove esistano situazioni di grave pericolo per la comunità internazionale di cui facciamo parte. L’aspetto che vorrei sottolineare è l’enorme impegno che ha visto l’Aeronautica Militare Italiana in missioni all’estero negli ultimi 30 anni con le sue componenti di velivoli da caccia, da trasporto, elicotteri e, più recentemente, con i droni.

Ed i droni come sono visti dall’aviazione e quali le loro regole?
I droni, in uso militare da tempo, sono ormai alla portata di tutti per svago ma anche l’uso professionale sta esplodendo. Tra i maggiori promotori dell’impiego di questi mezzi troviamo i servizi di distribuzione delle merci, per esempio in zone rurali remote dove un furgone si avvicina al punto di consegna ma gli ultimi kilometri sono poi fatti da un drone che porta il pacco a destinazione. All’opposto, anche in zone altamente popolate, a Tokyo per esempio già si sperimenta, il drone consegna il pacco direttamente alla finestra dell’appartamento nel palazzo. I droni, in inglese si usa il termine tecnico Unmanned Aerial System (UAS), in qualche modo devono condividere lo spazio aereo dei velivoli ed elicotteri e per questo motivo l’aviazione civile si è interessata affinché si realizzino regole per una convivenza reciproca che garantisca la sicurezza. Al momento ogni nazione ha le proprie regole, che in genere suddividono, in base alle dimensioni o il peso, i requisiti oltre che in base al tipo di guida, che può essere in linea di vista od oltre la linea di vista. Gli spazi aerei riservati ai droni al momento sono quelli bassissimi, vicino al suolo, o quelli a quote molto alte, oltre i livelli impiegati dai velivoli di linea. Le zone vicino agli aeroporti sono strettamente proibite. Quando vengono impiegati droni che devono transitare vicino o attraverso zone normalmente impiegate dal traffico di linea, la zona di passaggio del drone viene ¨segregata¨ ossia riservata esclusivamente al passaggio del drone. Una integrazione del traffico aereo con e senza conduzione umana a bordo è nei progetti futuri.

Comandante, oggi a Madrid, sei “Assistant Director Safety and Flight Operations” alla International Air Transport Association (IATA)?
La IATA riunisce nell’associazione la maggioranza delle compagnie aeree mondiali e aggrega l’esigenza, comune, di avere standard globali. Il nostro motto è ¨rappresentare, guidare e servire le compagnie aeree¨. Non sarebbe possibile volare da, per e attraverso tutti i paesi del mondo senza avere regole di base comuni. Questi standard globali sono sviluppati dai colleghi nel nostro quartier generale a Montreal in Canada, che si interfacciano con l’agenzia dell’ONU per l’aviazione civile, la ICAO, anch’essa presente a Montreal.
Io e colleghi che lavoriamo nella regione europea, in particolare nella mia divisione che si interessa della sicurezza e delle operazioni di volo, collaboriamo allo sviluppo degli standard globali e quindi seguiamo la loro implementazione nelle regolamentazioni nazionali.
Faccio in esempio. A seguito della scomparsa del volo MH370 nel 2014, che si è perso senza notizie, l’ICAO con la collaborazione di IATA, ha stabilito dei nuovi requisiti per i velivoli, affinché, tramite segnali satellitari, possano essere seguiti anche dove i radar terrestri non possono vederli. Questi standard sono imposti, dall’Agenzia ONU, agli Stati. Il nostro ufficio collabora con le autorità dell’aviazione civile nazionali, con l’Agenzia Europea per la Sicurezza dell’Aviazione (EASA) e con le compagnie di volo affinché queste nuovi requisiti internazionali siano implementati nelle nostre regolamentazioni, nella maniera più efficace ed efficiente.

Fare il pilota è ancora oggi un lavoro prevalentemente per “uomini”?
Quando entrai in Aeronautica Militare, quasi 40 anni fa, non c’erano donne nelle forze armate. Ormai da tempo sono diventate una normalità e come abbiamo visto c’è stata anche un’astronauta italiana donna.
Nel mondo civile sono stato in equipaggio con diversi pilota donne. Non ci sono preclusioni, anche se numericamente ad oggi gli uomini sono in maggioranza.

Le leggi europee hanno differenze con quelle internazionali?
Nel campo dell’aviazione civile, gli Stati europei hanno delegato la Commissione Europea all’emanazione dei regolamenti che diventano poi automaticamente vincolanti all’interno degli Stati. Gli Stati europei, e quindi l’Unione Europea, sono vincolati, da una convenzione internazionale, ad adottare degli standard globali che potremmo definire di base, minimi. Oltre questi standard, l’Europa può richiedere qualcosa in più. Per esempio nel campo della compensazione dei passeggeri nel caso di voli ritardati o cancellati, l’Europa ha una legislazione unica nel sul genere, rispetto al resto del mondo, a protezione dei passeggeri.

Sei nato a Domodossola, cosa ti sei portato e ti porti sempre con te della tua bella città?
La nostalgia per le montagne che circondano la città. Sono cresciuto con gli scarponi e gli sci ai piedi. Poi per prendere le ali ho abbandonato le montagne ma sono rimaste per sempre nel cuore.