Giovanni Caprara e la Dante Alighieri di Malaga

Intervista di Paola Pacifici
Il 25 marzo 2020 sono 700 anni dalla morte di Dante Alighieri
Giovanni Caprara
Giovanni Caprara

Presidente la Dante Alighieri di Malaga quando nasce e perché?
Ciao Paola. Un caloroso saluto a te e ai tuoi lettori. La Dante Alighieri di Málaga è nata ufficialmente nel 2005. Sono circa 15 gli anni da cui la Dante Alighieri di Málaga è al servizio della lingua e della cultura italiana a Málaga. Sí, perché cosí mi piace definire l’attività che svolgiamo all’interno del nostro comitato, attività che si basa fondamentalmente su due punti per noi strategici: l’attività didattica, seria e qualificata, il nostro personale è tutto madrelingua, e l’attività culturale, che vuole essere un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono conoscere la nostra cultura, appunto, o ha bisogno di un servizo specializzato, vedi la Certificazione di conoscenza della lingua italiana, il PLIDA, oppure anche un servizio di traduzione. La Dante Alighieri di Málaga, inoltre, vuole anche offrirsi come punto di riferimento per la comunità di italiani residenti non solo a Málaga, ma in tutta la Costa del Sol. La casa degli italiani, insomma. Vorrei ringraziare l’operato di chi mi ha preceduto, Silvana Molin Pradel (la nostra presidente onoraria) e Filippo Faraguna Brunner. Senza di loro la Dante Alighieri di Málaga oggi non sarebbe quello che è. Non avrebbe retto al passo del tempo e ancor meno forse alla concorrenza. Il mondo delle lingue oggi offre molti spunti di riflessione, soprattutto per i giovani, molto interessanti. Arrivare preparati ad un’offerta lavorativa, a mio parere, implica anche avere un’adeguata conoscenza di una lingua straniera. Perché no l’italiano?

Quanti e chi sono i vostri soci e le vostre attività?
Attualmente? Non arriviamo al centinaio di soci. Chi sono? Studenti, soprattutto, che scelgono la Dante Alighieri per un corso o per sostenere il nostro esame ufficiale di lingua italiana, che come sai ha una enorme valenza internazionale. Non abbiamo soci sostenitori, purtroppo. Da questo punto di vista, permettimi di fare un inciso, soffriamo una grave carenza, leggisi distanza, da parte della comunità italiana. Nonostante la tessera della Dante offra a tutti la possibilità di aderire alle nostre iniziative e usufruire quindi di sconti direi anche interessanti, non solo per le attività culturali, ma anche in alcuni locali ed esercizi pubblici e privati della città (vedi bar, ristoranti, ecc.), il sostegno da questo punto di vista è scarso. Sarebbe bello secondo me, invece, poter contare con un amplio numero di sostenitori: prima di tutto la vita sociale sarebbe più proficua, anche per gli interessi accademici della nostra associazione, e secondo perchè la vita di una società ha senso se si fondamenta sulla “partecipazione”. Il sostengo ci aiuterebbe a rafforzare l’idea che prima di tutto serve fare “gruppo”, serve fare “paese”. Per me questa idea è fondamentale e su questo insisto ogni giorno. Solo così possiamo diventare una comunità forte, con l’aiuto ovviamente delle istituzioni diplomatiche presenti sul nostro territorio. La Dante Alighieri deve diventare questo punto di riferimento! Scusami ma ci tenevo a sottolinearlo.

I suoi scopi e le finalità sono perseguite in tutto il mondo. In che paesi sono più presenti?
La Dante Alighieri ha una sede centrale, a Roma, in Piazza Firenze. Basta dare un’occhiata alla pagina web della Dante di Roma per rendersi conto di cosa stiamo parlando. La Dante ha un enorme potenziale, oltre che una rete di comitati sparsa in tutti i continenti. Non dobbiamo pensare ad una associazione culturale dai principi arcaici ed un’attività obsoleta. Assolutamente no! La Dante Alighieri è diventata ormai una “catapulta” internazionale del Paese Italia. Lá dove vi è un comitato, c’è un gruppo di persone disposto a lavorare con passione, al servizio del paese, della propria cultura e soprattutto della propria lingua. Diffondiamo, ma sappiamo anche creare cultura, per tutti i gusti e per tutte le età (vedi i laboratori di lettura che da sei anni organizziamo in collaborazione con el Centro Andaluz de las Letras, l’Università di Málaga e la Escuela Oficial de Idiomas e anche i “cuentacuentos” per bambini, tutte attività gratuite). E’ quello che facciamo ogni anno a Málaga. Nei Comitati esteri le attività seguono di pari passo le direttive emanate dalla sede centrale, ma godiamo anche di certa autonomia. E lo stesso avviene in tutto il Mondo, in tutti quei paesi in cui la Dante è presente ed è un chiaro punto di riferimento per quelle comunità, non solo di italiani residenti all’estero, ma degli stessi cittadini nazionali dei paesi dove sorge un comitato Dante (America Latina e Centrale, Argentina, Messico, Cile). In questi ultimi anni, però, la Dante Alighieri ha scommesso anche per un incremento della propria presenza anche in molti altri Stati, vedi il Nord Africa (Algeria, Tunisi e Marocco soprattutto), dove ci sono colleghi bravissimi e generosissimi. Il miglior biglietto da visita della Dante? La passione con la quale ci occupiamo della lingua e della cultura italiana. Come ti dicevo prima, la Certificazione Plida e la sicurezza di lavorare in un ambiente che ama la cultura italiana. Credimi quando ti dico che è un’emozione bellissima lavorare con tanti giovani e vedere nei loro occhi la passione con la quale svolgono le loro attività o ne intraprendono altre, ogni giorno. Un esempio tremendamente importante, secondo me, pieno di valori e di sani principi! E c’è tanta professionalità, non lo dimentichiamo! Il nostro “capitale” umano a Málaga sono i nostri docenti.

Uno degli ultimi e più importanti eventi da voi organizzati quest’anno è stato il Festival del Cinema Italiano, che ha riscosso grande successo?
Ti ringrazio per avermi fatto questa domanda, ci tenevo particolarmente. Ho accennato prima alla nostra volontà di rafforzare la nostra presenza sul territorio locale. Sí, teniamo molto a questa iniziativa, per vari motivi. Abbiamo appena chiuso la terza edizione del festival e, come dici, è stato ancora una volta un successo. E’ un’iniziativa che organizziamo e, in parte, sosteniamo proprio dal nostro Comitato Dante Alighieri di Málaga. Vorrei risaltare alcuni punti, proverò ad essere sintetico e chiaro. Prima di tutto, il Festival di Cinema Italiano di Málaga, è una iniziativa che gode del patrocinio della sede Centrale della Dante Alighieri di Roma. Riceviamo dall’Ambasciata d’Italia di Madrid e dal Conosolato Onorario di Málaga un sostegno importantissimo. Quindi, permittimi di ringraziare queste istituzioni in modo particolare, perchè stanno credendo nel nostro progetto. Avere un appoggio istituzionale di così alto livello, ovviamente, ci fa onore. Vedi, questo è già “gruppo”, è già “paese”. Dobbiamo credere e sostenere questi valori. Secondo: lavoriamo intensamente in Dante per organizzare un evento cinematografico che non si limita soltanto alla proiezioni, ma vogliamo attirare personaggi emblematici o comunque vincolati ai film prescelti, li vogliamo portare nelle sale e, soprattutto, vogliamo presentarli al pubblico, affinché gli spettatori abbiano uno scambio con loro, e possono anche farsi un selfie con un regista o con un attore. Sembra una cosa da poco, ma invece è il marchio identificativo del nostro festival. Aprire un dibattito, far interagire il pubblico, crea “unione”, crea “paese”. Quest’anno, per esempio, tra gli ospiti più importanti (non me ne vogliano gli attori presenti) abbiamo avuto vari registi, Fabio Mollo, Emiliano Barbucci, Marino Guarnieri. Abbiamo avuto un’interessantissima rassegna dedicata a cortometraggi d’autore. Abbiamo voluto aprire “all’accademia”, abbiamo organizzato infatti delle tavole rotonde e abbiamo parlato, discusso, molto sui temi trattati nei film prescelti, ma soprattutto sul tema che quest’anno ha protagonizzato la nostra rassegna: la libertà. Bello come tema, vero? Sia i film, sia i cortometraggi, sia gli ospiti, erano di una qualità altissima: ogni sera, finita la proiezione, si creava un’atmosfera di “incontro” e “confronto” che ci ha fatto caprie tanto e ci ha dato delle piste importanti per la prossima edizione sulla quale abbiamo già iniziato a lavorare. E poi abbiamo la fortuna di vivere e lavorare a Málaga, una città che comunque ti fa fare sempre “bella figura” da sé. Ringrazio tanto tutti coloro che hanno collaborato all’edizione di quest’anno. Un gruppo rinnovato, capace, un gruppo che ha lavorato… “in gruppo”. Davvero bravi, tutti, e pazienti. Non è stato facile credimi. E’ un’attività che crescerà, ne sono sicuro, e vorrei che fosse un’attività in grado di coinvolgere soprattutto la comunità italiana di Málaga e provincia. A chi volesse sostenerla o semplicemente a chi volesse saperne di più, lo invito a contattarci. Non se ne pentirà. La cultura cinematografica italiana, inutile dirlo, è stupenda: piena di significati, di storia, ma soprattutto di tematiche importanti, è un “pozzo” infinito di argomenti da conoscere e da far conoscere, evitando le stereotipizzazioni di sempre. Cosa altro aggiungere? Il cinema italiano è un altro prodotto da “Made in Italy”, e dobbiamo andarne fieri davvero, come dobbiamo essere fieri della nostra lingua e della nostra cultura, dobbiamo amarla e difenderla. Siamo, noi della Dante Alighieri di Málaga, un po’ come quello che il caro Andrea Camileri diceva di sé stesso e della sua lingua: “un work in progress”. Vogliamo migliorare e vogliamo crescere.

Indubbiamente la cultura italiana ha influenzato la storia di tutti i paesi del mondo ed influenza ancora oggi la vita e la società .Qual ‘è secondo te Presidente, il Paese che ha avuto e che ha la maggiore “presenza di italianità”?
Non ho tantissime informazioni in merito, posso parlarti con le poche conoscenze che ho e che conosco meglio. In America Centrale, America Latina e negli Stati Uniti vi sono forse le comunità italiane più numerose, storicamente. Ma stiamo attenti a non sottovalutare l’Europa però e soprattutto la costa mediterranea. Sono noti a tutti, purtroppo, i dati che riguardano il grande flusso migratorio di giovani italiani che lasciano ancora il proprio paese in cerca di lavoro. Málaga, la Costa del Sol, ne è un esempio. Anche se, ripeto, non ho dati precisi, presumo che la comunità italiana di Málaga e provincia è cresciuta sensibilmente in questi ultimi anni. Ma è cresciuto anche l’interesse per Málaga, e per l’Andalusia, in generale. Málaga, e tutta la sua provincia, sta offrendo dei risultati magnifici, in termini di accoglienza intendo dire e quindi di possibilità. Málaga è una città, una provincia, che cresce anno dopo anno e che quindi si è strasformata in un “richiamo” importante, non soltanto a livello tursitico, ma soprattutto culturale. Questo, in Dante, a Málaga, lo notiamo. Siamo coscienti di questo flusso, ma osserviamo anche il crescente interesse nei confornti dell’Italia, non soltanto linguisticamente ma anche economicamente. E la Dante Alighieri di Málaga è presente, anche come sostegno a nuove attività culturali e non.

Quanto le opere di Dante Alighieri, di cui quest’anno il 25 di marzo ricorrono i 700 anni della sua morte, è ancora presente nella nostra vita sociale e quotidiana e che rimarrà sempre?
L’influenza culturale di Dante Alighieri oggi resiste ancora, fortunatamente. Stiamo parlando del più grande poeta italiano di tutti i tempi. Dante è il miglior “esempio” di Dna italico (scusami la confidenza). La ricezione della sua opera ha avuto e continua ad avere ancora in Italia, e nel resto del Mondo, un interesse profondo. Leggere Dante non è soltanto leggere “poesía”. Lui ha offerto al Mondo, pensa che già dal ‘400 la produzione dantesca cominciò a diffondersi anche in Spagna, in Francia e in Inghilterra, un quadro esatto della realtà, non soltanto fiorentina, ma addirittura europea, di quel tempo. Era come leggere una cronaca del tempo di Dante, e Dante, su tutti i poeti di quel periodo, appare come un “modello” per la sua religiosità, per le immagini poetiche che ha offerto, per il suo senso e per il rispetto nei confronti della “patria”. Dante ha parlato di politica, di religiosità, ha parlato di Amore, con un sentimento per Beatrice puro, profondo, forse quanto il suo pensiero. La Divina Commedia è secondo me un universo poetico aperto a multipli interpretazioni, enorme insegnamenti, anche lontani dall’ambito della filologia italiana. Di Dante si continuerà ancora a parlare, a lungo (vedi nel cinema, nei fumetti, in televisione, ti ricordi i monologhi di Roberto Benigni, per esempio, che lussi abbiamo in Italia, fantastico). Non è un caso se è stato definito “il sommo poeta”, un vate, il fondatore della lingua italiana. Magari ne avessimo oggi di rappresentanti del mondo della cultura… magari anche un po’ meno “sommi” di lui, però almeno più presenti nelle vicende del nostro Paese. Abbiamo bisogno oggi di una “guida” secondo me… e soprattutto abbiamo bisogno di abbattere alcuni mali, come l’indifferenza, o forse il peggiore, l’ipocrisia. Dante sarà stato tutto, ma ipocrita non era. Anzi…

La Dante Alighieri di Malaga che programmi ha per questo importante evento?
Ci piacerebbe organizzare, in collaborazione con la sede centrale di Roma, una lettura di Dante. Stiamo cercando sostegno, anche se è una cosa semplice da organizzare, tra i nostri soci. Anzi, ne approfitto per un richiamo alla comunità italiana residente a Málaga e provincia: se fosse di vostro interesse, sarebbe a noi gradito ricevere indicazioni in merito ad una associazione o centro che volesse accogliere questa iniziativa e soprattutto, mi piacerebbe, sostenere questa attività con il contributo di tutti. Invito già da adesso tutti coloro che fossero interessati a dare la propria disponibilità a leggere anche soltanto un paragrafo della Divina Commedia. Daremo più avanti indicazioni precise in merito a questa attività, prevista, per il prossimo autunno. Pensavamo anche ad un concerto… come vedi siamo sempre “un work in progress”.