Marìa Teresa Pèrez: la Presidente per la difesa degli animali

Intervista di Paola Pacifici

Presidente del Colectivo Animalista Aranjuez. Quando nasce e perchè?

Il Collettivo nacque a maggio 2016 come forma di protesta delle corride celebrate nel nostro Municipio.

“Animalista”, cioè difesa di e per tutti gli animali, ma la vostra attenzione è maggiormente rivolta alle “corride”?

No, anche se il nostro Collettivo è nato come Collettivo Antitaurino, in realtà ci occupiamo da sempre della difesa e dei diritti di tutti gli animali, essendo il nostro un Collettivo antispecista. Con il nostro simbolo, che raffigura braccia umane che proteggono il toro, in realtà vogliamo solo sottolineare l’importanza e l’urgenza di voler garantire a questo nobile animale diritti che, purtroppo nel nostro Paese, non ha mai avuto.

Le vostre battaglie sono organizzate in che occasioni principalmente ?

Ogni volta che venga a mancare il diritto basico che qualsiasi animale non umano dovrebbe possedere o quando lo stesso corra il pericolo di soffrire ingiustizie ci sentiremo obbligati ad agire in loro difesa…

Quante corride ci sono in un anno in Spagna e quanti tori vengono uccisi?

I dati ufficiali del “Ministerio de Cultura” delll’anno 2018 parlano di oltre 1500 ‘spettacoli taurini’; di conseguenza, contanto con questi dati, potremmo calcolare facilmente la morte di 10 mila bovini. Secondo i calcoli elaborati da varie associazioni animaliste, tra le quali citamo i dati di AVATMA ( Associazione Veterinaria Abolizionista della tauromachia e maltrattamenti animali) invece si garantisce che le cifre ufficiali del Ministero, così come gli ‘addetti ai lavori’ sono ‘gonfiate’ e gli spettacoli taurini non supererebbero il migliaio denotando, anno dopo anno, una chiara diminuzione tanto in numero di spettatori così come di eventi organizzati.

I giovani e le corride?

La percentuale di giovani dai 16 ai 24 anni che ripudia le corride è dell’ 84% , gli stessi assicurano non essere orgogliosi di vivere in un Paese dove le corride siano considerate una tradizione.  

Ogni piccolo paese ha una sua “ plaza de toros”. Ma secondo te, Presidente, è cambiata l’attenzione dei cittadini nei confronti di questo antichissimo “spettacolo”?

Indubbiamente, come già detto in precedenza il numero di spettatori e di persone interessate alla tauromachia è diminuito strepitosamente negli ultimi 10 anni, le nuove generazioni non sono più interessate a questo spettacolo crudele e anacronistico. Però bisogna anche dire che nel paese ci sono realtà locali dove gli spettacoli taurini hanno radici profonde e si mantengono quasi intatti, grazie soprattutto alle generose somme di denaro pubblico che le varie Amministrazioni distribuiscono al settore taurino, permettendone quindi la sopravvivenza. 

Si può fare una corrida senza “ uccidere” il toro, quali sono le proposte del tuo Colectivo?

Si può fare, di fatto si sta facendo in Portogallo e nel sud della Francia, però il nostro Collettivo lotta per l’ abolizione delle corride e di tutti gli spettacoli taurini.

Come vede l’Europa questa Spagna Taurina?

I cittadini europei, così come quelli spagnoli, sono maggiormente posizionati contro le corride, grazie anche alle numerose informazioni che si possono trovare in rete sull’argomento, per questo motivo ogni giorno aumentano gli appoggi esteri alla nostra causa. Se parlando di Europa, invece, ci riferiamo alle Istituzioni Europee possiamo dire che il mondo taurino sta sopravvivendo anche e soprattutto a fondi europei e che troppi politici europei non sono coscienti, o non lo vogliono essere, che il settore taurino riceve importanti somme di denaro della PAC (Politica agraria comunitaria)

Avete contatti con altre associazioni europee ed internazionali?

Sì, di fatto poter contare con la collaborazione e gli appoggi di Associazioni straniere forma parte di una strategia globale per attaccare e sconfiggere definitivamente questo orrore erroneamente chiamato da alcuni ‘arte’ o “cultura”. Siamo in contatto e collaboriamo mutuamente con Associazioni animaliste in Paesi dove, che come il nostro la tauromachia è legale (Portogallo, Perù, Francia…) ma siamo molto attivi anche con Associazioni animaliste di paesi dove la tauromachia non esiste (Italia, Belgio…)

Che messaggio sociale ha dato nei secoli la “corrida” e che messaggio, invece, voi del Colectivo Animalista volete dare oggi nel 2020?

I messaggi sociali che hanno dato le corride nel corso dei secoli sono stati l’ignoranza, l’inciviltà e la crudeltà nei confronti degli animali, però sin dalla prima corrida esiste anche il pensiero Antitaurino. Uomini e donne hanno alzato le loro voci per denunciare la crudeltà della tauromachia. Il nostro messaggio è chiaro: seguiremo l’esempio di questi cittadini che già nel Secolo XVIII fecero sentire le loro voci contro la tauromachia e lotteremo fino a quando arrivi il giorno che ogni “Plaza de toros” si chiuda! Approfitto l’occasione per invitare ai lettori de “Il Giornale Italiano” a leggere il libro “Pan y Toros… Breve historia del pensamiento antitaurino español” del Professore ed attivista Juan Ignacio Codina Segovia. 

Vi ringraziamo per il Vostro interesse e per dar voce a quelli che voce non ne hanno e noi siamo la loro voce. Grazie Mille!