Marcello Memoli e gli italiani

Intervista di Paola Pacifici

Console Onorario d’Italia per 15mila connazionali

Marcello Memoli, Console Onorario d’Italia nella provincia di Malaga. Quanti sono gli italiani nella Costa del Sol. Di che tipologia fanno parte e di che età sono?

La comunità italiana a Malaga, distribuita principalmente tra capoluogo e zona costiera, sia verso Cadice che verso Granada, è composta da oltre 15 mila connazionali registrati AIRE, anche se una stima più realistica delle presenze si aggira attorno alle 20 mila unità. La composizione è molto eterogenea sia per provenienza, con, ovviamente, una forte componente di oriundi provenienti dall’America Latina, sia per età.

Che compiti e che servizi ha il Consolato Onorario d’Italia a Malaga?

Il Consolato Onorario a Malaga ha competenza su tutta l’Andalusia orientale, con un bacino di oltre 25 mila connazionali. Siamo il ponte con la Cancelleria Consolare di Madrid per tutti i servizi che vengono offerti dalla rete consolare (passaporti, carte di identità, stato civile e molti altri) e interveniamo direttamente nelle emergenze che coinvolgono i nostri connazionali nella zona. Con la supervisione dell’Ambasciata a Madrid, curiamo le relazioni istituzionali con le autorità locali e la promozione sul territorio del sistema paese.

Gli italiani che vengono a lavorare e a vivere a Malaga e nelle altre città della Costa, prevalentemente di che regioni d’Italia provengono?

Come indicato, una parte molto importante della comunità residente, circa il 40%, è composta da connazionali nati in sud America. Mentre tra i connazionali nati in Italia, il sud è ancora la zona prevalente di provenienza, per ovvie ragioni.

Quali sono, se ci sono, i problemi che incontrano?

Gli italiani non hanno particolari problemi nello stabilirsi in Spagna, e meno ancora in questa zona che è particolarmente accogliente e aperta verso gli stranieri. È ovvio, però, che bisogna arrivare avendo preso le opportune informazioni e sapendo che, pur essendo in ambito UE, il trasferimento tra due pasi ha una trafila burocratica che va seguita.

Certamente gli italiani di oggi sono socialmente e culturalmente diversi da quelli di trenta anni fa. Cosa vogliono trovare e cosa trovano quando vengono?

A differenza di altre zone della Spagna, la presenza italiana a Malaga ha radici lontane, che risalgono al periodo preunitario. Negli ultimi anni la comunità locale è cresciuta in maniera sostanziale, modificando in parte le sue caratteristiche. Si è infatti registrato un numero sempre maggiore di giovani professionisti, attratti da nuove infrastrutture e dal livello di vita offerto dalla città, e di pensionati, richiamati dal clima mite.

Molti sono i giovani che vengono per il progetto Erasmus, quanto è importante per loro questa esperienza anche da un punto lavorativo?

Il progetto Erasmus è la prima esperienza che fanno molti giovani all’estero, e per questo è fondamentale sia da un punto di vista personale che professionale. Da un punto di vista lavorativo, offre la possibilità di confrontarsi con differenti realtà e culture aziendali che permettono di maturare skill curricolari, che altrimenti sarebbero impossibili da sviluppare.

Tu sei, Console, un Consulente aziendale di Sviluppo Commerciale e Internazionale, cioè?

I funzionari consolari onorari sono scelti tra persone che risiedono stabilmente sul territorio del Paese ospitante, che godano di stima e prestigio e che diano pieno affidamento di poter adempiere adeguatamente alle funzioni consolari. Svolgono il loro incarico a titolo gratuito e non sono tenuti ad abbandonare la propria attività lavorativa principale, che nel mio caso è quella di consulente aziendale. In particolare assisto aziende italiane che vogliono stabilirsi in Spagna o imprese spagnole interessate nel mercato italiano.

Quante sono le aziende italiane sulla Costa del Sol e in che settore?

Da un punto di vista economico, dopo un periodo di forte presenza sul territorio rimarcata dalla punta di diamante del gruppo Italcementi, la presenza di imprese italiane si è ridotta, indirizzandosi principalmente al settore IT, che ha portato Malaga alla ribalta europea. La nostra comunità è, come ovunque, molto attiva nel settore turistico e della ristorazione, con alcune realtà anche di dimensioni significative. Si tratta, comunque, di una presenza di tipo “atomistico”, caratterizzata da molte micro-imprese o lavoratori autonomi. Degne di nota, la presenza di oltre 250 dipendenti italiani dell’americana Oracle ad altissimo tasso di specializzazione; la DeA Capital Real Estate Iberia, gestore di fondi immobiliari italiani del Gruppo De Agostini, che ha effettuato la sua prima operazione in Spagna sviluppando un progetto alberghiero chiavi in ​​mano a Malaga; l’interessamento di due grandi realtà imprenditoriali, quali il Gruppo Engineering, che ha partecipato a varie licitazioni municipali e sembra molto interessato a all’apertura di una sede a Malaga, e l’Unicusano, che nonostante non abbia vinto una recente licitazione municipale per creare una propria sede, ha reiterato il suo interesse per la città.

Come consulente cosa consiglieresti ad una azienda italiana per aver successo in Spagna ed in particolare sulla Costa del Sol?

Il mio consiglio è sempre quello di non sottovalutare il mercato spagnolo, basandosi solo nelle apparenti similitudini con quello italiano. È vero che esistono delle coincidenze sia nella forma che nella sostanza con l’Italia, ma bisogna comunque rivolgersi alla Spagna con la preparazione opportuna, considerando che può, addirittura, essere la porta di accesso del mercato sudamericano.

Recentemente la Dante Alighieri di Malaga ha organizzato anche quest’anno l’importante “Festival del Cinema Italiano” con grandissimo successo. Questi eventi sono molto importanti per noi che viviamo e lavoriamo all’estero per mantenere e promuovere la nostra cultura?

La promozione culturale è il mezzo più diretto che abbiamo per avvicinare la comunità locale al nostro paese e per mantenere viva la relazione delle comunità residenti all’estero con la madre patria. Nel 2021, nonostante le difficoltà congiunturali, l’Ambasciata d’Italia a Madrid e l’Istituto di Cultura italiano a Madrid hanno portato avanti un programma fittissimo di eventi di tutti i generi e in tutto il paese, che ha avuto come protagonista l’anno dantesco.

Quando si entra in Consolato Italiano si entra nel territorio italiano. Questo ci fa sentire “protetti, a casa” ed il Console, che rappresenta lo Stato Italiano, è come un padre?

Più che un padre, un fratello maggiore. Il consolato è sicuramente riferimento fondamentale per i connazionali che vivono all’estero, ma non deve essere considerato come un’ancora di salvezza in qualsiasi situazione, la nostra azione è limitata e definita dalle regole del diritto internazionale pubblico e privato, ma come un interlocutore a cui rivolgersi per tutti i rapporti con la pubblica amministrazione italiana.