KIKO VEGAS: AC MILAN IN ANDALUSIA

Kiko Vegas famoso giocatore spagnolo ha organizzato con AC Milan un Campus per giovani ragazzi e ragazze che vogliono diventare e che saranno probabilmente i futuri campioni del calcio. Volontà ed attitudine sono l’accoppiata vincente. Il calcio femminile in Spagna sta crescendo ad un livello molto buono. Un bravo giocatore deve essere anche una buona persona

intervista di Paola Pacifici

 

(sin.) Kiko Vegas, organizzatore del Campus, consegna la maglia del AC Milan all’Ambasciatore Italiano Sannino durante la sua visita a Malaga

Come nasce e perché il AC Milan in Spagna, in Andalusia?

Il AC Milan è presente in 32 paesi con il suo metodo di lavoro viene molto accettato dovuto anche alla storia e agli esiti a livello internazionale. In Spagna si sono già realizzati eventi per la formazione ed ora si ha l’intenzione di essere presenti in tutto il paese.

 

Quanti ragazzi hanno partecipato a questo campus, da dove sono arrivati e se ci sono state anche le ragazze?

Un totale di 122 ragazzi fra il campus di Albacete e quello di Antequera. In Albacete erano presenti 2 ragazze, come portieri, che hanno dimostrato un livello di gioco molto alto e cosa importante una integrazione totale nel gruppo.

 

Come si svolgeva la giornata sportiva?

Ad Antequera hanno partecipato ragazzi interni, che risiedevano nell’Hotel Antequera e altri invece erano esterni, mentre nel caso di Albacete tutti erano esterni. La giornata cominciava con una colazione alle 8:30, allenamento alle 9:45, poi una sosta con frutta e bibita isotonica, piscina e poi pranzo alle 14:00, riposo nelle abitazioni, “chiacchierata” formativa sulla nutrizione, fisioterapia, esperienze di professionisti del calcio. La merenda con la frutta, secondo allenamento alle 18:30, doccia e cena alle 21:30 e attività ludiche fino all’ora di dormire alle 23:00. Si sono realizzate attività sportive come il golf, giochi acquatici.

 

Oltre il campus tu hai anche organizzato un corso per i padri, perché?

Si, perché è una necessità. Il AC Milan sta attento a tutto ciò che è relazionato con il giocatore e una parte importante è il suo contorno. Dobbiamo aiutare i genitori, per nostra esperienza, nel lavoro di come devono affrontare la loro funzione come collaboratori nella carriera sportiva dei loro figli perché crescano con valori umani che vengano trasmessi nell’ambito dello sport.

 

Cosa deve avere un ragazzo o una ragazza per diventare un giorno un campione o una campionessa?

Fondamentalmente volontà ed attitudine. Essere un campione per noi è sentirsi felici con ciò che si fa. Se un ragazzo si allena ogni giorno per migliorare con allegria, predisposizione, buon comportamento, dedizione, è già un campione, indipendentemente dalla categoria in cui sta giocando.

 

Il calcio femminile in Spagna si pratica molto?

Il calcio femminile sta crescendo nel nostro paese ed ad un livello molto buono. Naturalmente siamo ancora lontani dai paesi come gli Stati Uniti che sono una potenza mondiale in questa disciplina. Però senza dubbio il progredire nel nostro paese di questo sport, è stato importante per una maggiore integrazione della donna in questa disciplina sportiva che storicamente è stato ed è degli uomini.

 

Quanto è importante lo sport per i giovani?

Lo sport è un complemento ideale per la crescita dei giovani. E’ un grande aiuto anche per lo studio, infatti, si ha un maggior livello di concentrazione, un modo anche per contrastare gli effetti di una cattiva nutrizione, ed evitare così l’obesità, un abitudine perfetta per avere una buona igiene personale, una buona strada per l’integrazione sociale, un antidoto per evitare l’alcool e la droga. In definitiva, lo sport fa parte della vita essenziale dei giovani e di qualsiasi persona.

 

Da questo campus è “nato” un futuro “campeón”?

122 campioni che si sono allenati come professionisti, hanno condiviso con altri ragazzi della loro età un periodo di vacanze, hanno imparato a giocare meglio al calcio, hanno competuto con altri giocatori per valorizzare il livello di gioco e si sono divertiti intorno al football. “han ganado todos!!!…”

 

Come è cambiato “il giocatore sia come sportivo e sia come immagine”?

Questo è un tema che si deve considerare con molta naturalezza. Il profilo della persona farà che sia un giocatore più o meno accessibile e quindi avrà un’immagine più o meno “cercana”.

 

Tu sei stato un giocatore molto famoso, cosa ti manca di quegli anni?

Sono stato un giocatore che per arrivare ad essere un professionista ho dovuto lavorare molto, ogni giorno e superarmi in tutti gli aspetti del mio gioco. Mi mancano alcune cose come per esempio il rapporto con i miei compagni, la partita di ogni settimana e la mia soddisfazione quando la partita andava bene. Tutto questo lo ho cambiato con la mia soddisfazione di poter trasmettere tutte le mie esperienze ai ragazzi che ora incominciano e poterli così aiutare ad essere migliori calciatori ma soprattutto persone migliori.

 

Che consiglio dai ai ragazzi che vogliono diventare buoni giocatori.

In primo luogo, devono essere buone persone, che si allenino al 100% ogni giorno e che si divertano quando giocano. Però soprattutto che non ascoltino troppo a tutti quelli che sono intorno a loro. Il calcio per loro, giorno dopo giorno, deve essere “disfrute y salud”.

Cerimonia di chiusura del Campus Andalusia;

(sin.) Kiko Vegas, responsabile nazionale degli eventi AC Milan; Daniele Paccagnan, responsabile internazionale degli eventi AC Milan; Esteban Vigo, consulente tecnico del Campus AC Milan che si è tenuto in Andalusia

Gruppo Campus Andalusia;

Cerimonia di chiusura del Milan Junior Camp Andalusia

Consegna dei diplomi del Campus AC Milan tenutasi dopo l’Andalusia in Castilla La Mancha