LE INTERVISTE SONO AGLI ITALIANI CHE RICOPRONO RUOLI ISTITUZIONALI,
A QUELLI CHE RAPPRESENTANO LA SOCIETÀ E A CHI È UN "COMUNE CITTADINO" ...
PER TUTTO QUESTO SIAMO " ORGOGLIOSI DI ESSERE ITALIANI"

DONOSTIA-SAN SEBASTIAN: C’è…Mosaico Italiano 6

Mosaico Italiano inizia il 22 ottobre la sua sesta stagione, con 7 film in programma a Donostia-San Sebastián, in collaborazione con il Koldo Mitxelena Kulturunea.

Come nelle edizioni precedenti, Mosaico Italiano presenta un ciclo di proiezioni di film italiani, in lingua originale con sottotitoli in spagnolo, per riflettere sul nostro Paese e sui cambiamenti che ha vissuto nell’ultimo secolo, attraverso la sua cinematografia. L’introduzione ad ogni proiezione e il dibattito al termine del film saranno un’occasione per conoscere dettagli meno noti della nostra società e confrontarli con il pubblico dei Paesi Baschi. Fin da “L’uscita dalle officine Lumière” del 1895, il mondo del lavoro è stato filmato e analizzato attraverso le cineprese di tutto il mondo e i registi italiani dell’ultimo secolo non si sono sottratti a questo compito. Questi sguardi hanno raccontato i cambiamenti della società italiana dal secondo dopoguerra ad oggi, dalla rinascita dopo il conflitto mondiale alla precarietà di questi giorni che mette in crisi il tessuto sociale. Per questo motivo, Mosaico Italiano 6 ha selezionato 7 titoli per proporre sguardi diversi al mondo del lavoro e stimolare un dibattito sull’Italia attuale, i suoi punti di forza e le sue difficoltà. Il ciclo inizia il 22 ottobre 2025 con Il ferroviere, di Pietro Germi, che offre uno spaccato sincero e reale sul proletariato degli anni 50 e sui cambiamenti sociali che si sviluppano con la fine del conflitto. Si viaggia poi nel tempo grazie a Mario Monicelli, che con il film I compagni, del 1963, racconta la storia delle lotte sociali di fine ottocento nella città di Torino, centro nevralgico dell’industria italiana.  Il film, accolto con freddezza nell’Italia degli anni 60, verrà candidato all’oscar per la migliore sceneggiatura originale. La città di Milano fa da sfondo a uno dei grandi classici della cinematografia italiana: Rocco e i suoi fratelli, di Luchino Visconti, una storia di migrazione verso il nord Italia, della ricerca di salvezza e dello scontro culturale e sociale tra il nord e il sud.  Il ciclo si muove quindi nella contemporaneità con il film Rimetti a noi i nostri debiti, diretto da Antonio Morabito, in cui il protagonista, sopraffatto dai debiti, si troverà costretto ad accettare un lavoro disumanizzante.  MI 6 prosegue poi con Il capitale umano, di Paolo Virzì. Il regista livornese racconta una società in cui il valore dell’essere umano si riduce ad una questione economica e in cui la differenza di classe si allarga sempre più, mentre la morale scompare dietro un Io proiettato verso se stesso. Come da tradizione, il mese di aprile è dedicato alla Resistenza italiana e alla liberazione dal fascismo. Quest’anno il compito della memoria viene affidato al film Libera, amore mio! diretto da Mauro Bolognini nel 1975. Il film racconta di una donna libera – di nome e di fatto – che non rinuncia ai valori antifascisti e che continua la sua resistenza oltre il ’45. La protagonista infatti, di fronte ad una amministrazione pubblica ancora permeata di ex gerarchi fascisti, continua la sua protesta ed é monito, ancora oggi, della necessità di non abbassare mai l’attenzione.  Il ciclo chiude con uno sguardo dedicato al tessuto sociale degli anni 90, grazie all’ultimo film di Claudio Caligari, Non essere cattivo. Il lavoro, in questo caso, é lo sfondo apparentemente salvifico, carico di normalità, che contrasta violentemente con il contesto sociale della periferia romana, attraversata dall’illegalità e dalla droga.