ROBERTO RECCHIA, CAPITANO DI VASCELLO, È IL Comandante DELLA AMERIGO Vespucci

Anche quest’anno la “Nave più bella del mondo” naviga in tutti i mari portando il nome dell’Italia. La campgna d’istruzione 2018 è partita da Livorno il primo luglio facendo sosta ad Almeria e ad Ibiza al ritorno. 124 gli allievi della 1^ classe dell’Accademia Navale fra cui 36 donne e 18 frequentatori stranieri. La Nave Vespucci è ambasciatrice dell’UNICEF dal 2007.

Comandante è partita  a luglio la nuova campagna d’istruzione del 2018  per gli allievi della prima classe dell’Accademia Navale  di Livorno. Qual è il programma e l’itinerario?

Con la partenza da Livorno il 1° luglio, in direzione Almeria, è cominciata la campagna di istruzione 2018. Dopo la prima sosta nella città andalusa, continueremo la nostra navigazione verso occidente per attraversare lo stretto di Gibilterra prima di giungere a Ponta Delgada, nelle isole Azzorre, dove condurremo una sosta di carattere per lo più logistico prima di intraprendere la lunga navigazione verso i mari del nord, verso l’Islanda, a Reykjavík: questa sarà una sosta molto importante e caratterizzante della Campagna perché rappresenta un elemento di novità per il fatto che Nave Vespucci, nei suoi 87 anni di storia, non è mai approdata prima nella capitale islandese. In partenza da Reykjavík ci aspetta quindi una nuova grande sfida: navigare a nord dell’Islanda e oltrepassare il limite del circolo polare artico per portare la Signora dei Mari a navigare in quelle latitudini mai raggiunte! Successivamente inizieremo la navigazione di rientro verso il Mediterraneo dopo aver toccato i porti di Amburgo, con l’esperienza della navigazione fluviale sull’Elba, Portsmouth con l’attraversamento della Manica e La Rochelle sulla costa atlantica transalpina. Varcate nuovamente le colonne d’Ercole, questa volta in ingresso, la sosta tecnica ad Ibiza. Dopo il pit-stop nella isola iberica, finalmente il rientro a Livorno programmato per il 22 settembre.

Quanti sono le allieve e gli allievi imbarcati?

Abbiamo imbarcato a Livorno 124 allievi della 1^ classe dell’Accademia Navale fra questi si contano 36 donne e 18 allievi frequentatori stranieri provenienti da Kuwait, Arabia Saudita, Tunisia, Ucraina e Perù.

Da un punto di vista  tecnico-costruttivo l’Amerigo Vespucci è una “nave a vela con motore”, da un punto di vista dell’attrezzatura velica è “armata a nave” , potrebbe spiegarci in cosa consiste?

L’unità è dotata di un sistema di generazione integrato, dove i Diesel generatori installati provvedono sia alla generazione dell’energia elettrica sia alla propulsione elettrica. Armata a nave vuol dire che dal punto di vista dell’attrezzatura velica l’unità è dotata di tre alberi verticali, trinchetto, maestra e mezzana, dotati di pennoni e vele quadre, più il bompresso a prora, a tutti gli effetti un quarto albero. L’Unità è inoltre fornita di vele di taglio: a prora troviamo i fiocchi, fra il bompresso e il trinchetto, poi gli stralli, fra l’albero di trinchetto e fra la maestra e la mezzana, ed infine la randa, dotata di boma e picco, a poppa dell’albero di mezzana.

Quanto l’ammodernamento avvenuto da l 2014 al 2016 e le nuove tecnologie influiscono positivamente sull’addestramento?

Durante i lavori di prolungamento della vita operativa ovvero di “mezza vita” condotti dal 2014 al 2016 l’Unità ha subito una importante ristrutturazione che ne ha migliorato in generale l’efficienza con l’installazione di apparati più affidabili, motori più efficienti, sistemi e strumentazione tecnologica di ultima generazione nonché, in modo determinante, le condizioni di vita dell’equipaggio in particolare nei locali di vita collettivi. Tuttavia, nel rispetto delle tradizioni e nell’ottica di continuare a fornire agli allievi le basi per costruire la propria professionalità nel settore marinaresco, la Marina Militare ha perseguito la scelta vincente di continuare a trasmettere loro l’antica arte dell’andar per mare. Così come si faceva e come si è sempre fatto sin dal 1931, si determina la posizione della nave attraverso l’osservazione del sole e delle stelle con l’utilizzo del sestante, oppure, durante la navigazione costiera, attraverso i rilevamenti ottici di punti cospicui sulla costa, si governa la nave dalla ruota storica, si aprono e si chiudono le vele manualmente salendo a riva lungo le sartie. Il continuo confronto fra tradizione e innovazione, consente ai futuri ufficiali di marina di acquisire consapevolezza e sicurezza e, nello stesso tempo, familiarizzare con la tecnologia che troveranno, nel prossimo impiego operativo, a bordo di tutte le Unità della Squadra Navale.

La “nave più bella del mondo”, come viene chiamata, è certamente una forte testimonianza di attenzione e sensibilità  che la Marina Militare ha sui temi ambientali e sulla promozione dell’educazione marinara come risorsa del mare?

Assolutamente si. La Marina Militare è da sempre attenta alle emissioni inquinanti delle Unità della propria flotta e si impegna attivamente per ridurne l’impronta ambientale. Il Vespucci, in particolare,  ha effettuato l’ammodernamento delle capacità operative di bordo e soprattutto l’adeguamento delle sistemazioni logistiche agli standard moderni e la sostituzione dell’apparato propulsivo e di generazione elettrica, dotandosi anche di una nuova elica e nuovi sistemi di piattaforma, più efficienti e rigorosamente orientati alla tutela dell’ambiente. Per la pitturazione dell’opera viva dello scafo sono state utilizzate pitture siliconiche prive di biocidi e l’intera illuminazione sia interna che esterna è a LED. Impegnato da oltre 30 anni nella salvaguardia e nella tutela del patrimonio naturale e dell’ambien­te marino, il Vespucci collabora in maniera assidua con asso­ciazioni il WWF e Marevivo (un ti­pico esempio della politica di impiego complementare dei mezzi della Marina Militare in favore della collettività) per tramandare alle nuove generazioni il rispetto per il nostro pianeta.

Comandante lei è stato allievo di prima classe sulla Vespucci, ed ora ne è il Comandante? Gli allievi di oggi in che cosa sono diversi da quel allievo Recchia ?

Ho fatto la campagna da allievo della prima classe esattamente trent’anni fa, nel 1988, e poi per via dell’impiego che ho avuto in Marina non ho avuto più la possibilità di calcare il teak di Nave Vespucci. Ci sono tornato da Comandante  e mettere nuovamente piede a bordo del Vespucci è stata un’emozione intensissima perché ho rivissuto in un istante tutti quei momenti che avevo vissuto da allievo, il battesimo del mare e l’iniziazione alla vita da ufficiale di Marina. Aldilà degli ovvi adattamenti dettati dall’adeguamento dell’organizzazione ai tempi, non intravedo grossissime differenze. Ho osservato negli occhi degli allievi gli stessi sguardi spauriti e disorientati dei primi giorni di imbarco e la crescente acquisizione di sicurezza data dalla familiarizzazione con l’ambiente  di bordo e con la piacevole consapevolezza di vivere un’esperienza unica e dal valore straordinario che segnerà come una pietra miliare la strada della carriera da ufficiale di Marina: la stessa consapevolezza che ho io a trent’anni di distanza dal mio imbarco da allievo sul Vespucci.

Il Comandante del Vespucci che messaggio manda durante la campagna e quale vuole rivolgere ai giovani per la loro vita futura?

Questa nave svolge un ruolo delicato e fondamentale che consiste nella formazione degli allievi quale appendice degli insegnamenti acquisiti in Accademia Navale. Personalmente sento il peso e l’importanza del ruolo e della responsabilità di essere al comando di questa nave che rappresenta, senza dubbio, un momento di crescita professionale ma anche umana e caratteriale per le future generazioni di Ufficiali di Marina. Vi è quindi, da parte mia, la responsabilità di dare un esempio agli allievi che vengono qui a bordo e si guardano intorno, osservano e traggono le loro valutazioni da questa prima esperienza in mare. Ovviamente c’è anche la consapevolezza di rappresentare un’eccellenza del Paese e quindi di doversi comportare, in ogni circostanza, in modo tale da essere all’altezza di quello che questa Nave rappresenta. E’ ovvio che per far si che il proprio equipaggio si comporti in tale maniera non si può fare a meno di dare concretamente, e per primi, il giusto esempio. In estrema sintesi, dunque, il mio obiettivo è quello di dare un’impronta, un esempio che questi ragazzi possano portarsi dietro per la carriera. Il messaggio che cerco di trasmettere quotidianamente agli allievi ma anche ai miei ufficiali e a tutti i membri dell’equipaggio è quello di vivere la propria esperienza in Marina con Passione, Buonsenso e Coerenza.

La Nave Scuola Amerigo Vespucci è ambasciatrice dell’UNICEF dal 2007?

La “Amerigo Vespucci” è stata nominata Goodwill Ambassador dell’UNICEF il 30 luglio 2007 con una solenne cerimonia nel porto di Genova. Al Vespucci l’Unicef “affida un messaggio di pace e di speranza per i milioni di bambini e bambine che l’Unicef aiuta affinché possa diffonderlo in ogni parte del mondo”. Il 4 Luglio del 2016 a Livorno questa collaborazione  è stata rinnovata da parte della Presidenza Nazionale Unicef Italia affinché la Nave possa continuare un messaggio di pace, di convivenza e di rispetto reciproco, senza alcuna distinzione nello spirito che dal 1946, anno della sua fondazione, anima l’Organizzazione rivolta all’infanzia nell’ambito delle Nazioni Unite. Ovviamente siamo fieri di questa nomina ricevuta ed infatti, in ogni porto in cui sostiamo, facciamo sventolare la bandiera dell’UNICEF.  Per le sue innumerevoli e prestigiose attività di rappresentanza svolte in tutto il mondo, Nave Amerigo Vespucci è, di fatto, una Ambasciata Ita­liana itinerante.

Anche quest’anno il Vespucci ha toccato i porti spagnoli di Almeria e quello di Ibiza al rientro in Italia. Gli italiani che risiedono in Spagna e gli spagnoli sono molto attratti dalla nostra nave visto anche il successo delle vostre soste. Che programmi ci sono stati per questi due porti?

Nave Vespucci ha un importante ruolo di promozione dell’immagine del Made in Italy nel mondo. La Campagna di istruzione permette di garantire una qualificata presenza in Paesi con cui l’Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici e di attività di cooperazione militare. Le soste all’estero, tra cui anche quelle spagnole, consentono di consolidare la conoscenza e il prestigio della MMI all’estero, dove le comunità italiane locali manifestano sempre un grande attaccamento e legame al Paese di origine, attraverso una sentita accoglienza di Nave Vespucci nei propri porti. In particolare Ibiza sarà una sosta tecnica, la nave rimarrà ferma alla fonda per consentire lo sbarco degli allievi che faranno immediato rientro in Accademia per affrontare gli  esami di riparazione prima di poter accedere al secondo anno di corso.