Istituto Italiano Cultura

Madrid – Istituto Italiano Cultura

In occasione della 36ma edizione del Festival Madrid en Danza, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ha partecipato all’incontro con il pubblico organizzato dai Teatros del Canal in occasione della prima di Graces, lo spettacolo della compagnia di Silvia Gribaudi che rimarrà in scena fino al 11 aprile presso la Sala Negra dei Teatros del Canal. Ispirato alla scultura neoclassica Le tre Grazie, che Antonio Canova creò tra il 1812 e il 1817 come riferimento universale di bellezza, proporzioni e misure, Graces immerge lo spettatore in un gioco tra realtà e finzione che svela un nuovo concetto di Grazia. Il lavoro della Gribaudi è un pezzo scultoreo e pop che indaga le varie sfumature di una bellezza concreta e insolente, capace di stravolgere ogni canone di bellezza. All’incontro, moderato da Blanca Li, Directora Artística del Festival Madrid en Danza e dei Teatros del Canal, interverranno la Direttrice dell’IIC Marialuisa Pappalardo, la coreógrafa Silvia Gribaudi e gli interpreti Siro Guglielmi, Matteo Marchesi ed Andrea Rampazzo.

Una mostra per la terra

L’Istituto Italiano di Cultura di Madrid celebra la Giornata Mondiale della Terra, il 22 aprile, promuovendo la mostra virtuale “Trash Exhibition” che, partendo dal film d’animazione italiano “Trash”, già premio del pubblico della 13ma edizione del Festival de Cine Italiano de Madrid, presenta il tema della sostenibilità ambientale in maniera creativa ed innovativa. “Trash Exhibition” coniuga la celebrazione del “saper fare” italiano in fatto di produzione cinematografica e animazione digitale con la valorizzazione delle tematiche della tutela dell’ambiente e del riciclo e riuso dei materiali di scarto, con un approccio creativo e dinamico apprezzabile soprattutto dal pubblico dei più giovani. Il percorso espositivo virtuale si articola in varie sezioni o “sale virtuali” che il visitatore può percorrere collegandosi al sito dedicato, così da ammirare oltre 200 opere, tra disegni, storyboard e una selezione di materiale video. Completa l’esperienza digitale il videogioco “TRASH and the Magic Pyramid”, disponibile per il download su dispositivi iOS e Android. La mostra, disponibile in italiano e inglese, è visitabile all’indirizzo www.trashexhibition.it. Per accedervi bisognerà disporre di un “biglietto digitale d’ingresso”, da richiedere gratuitamente entro il 22 aprile scrivendo a iicmadrid@esteri.it.

Il ritorno dei Finzi Contini

In occasione della Giornata del Libro, il Centro Sefarad-Israel e l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid organizzano una conversazione sull’opera di Giorgio Bassani, il cui adattamento cinematografico ha vinto l’Oscar come miglior film straniero 50 anni fa. Nel 50° anniversario del film che portò sul grande schermo “Il giardino dei Finzi-Contini”, il Centro Sefarad-Israel e l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid vogliono dedicare la Giornata del Libro all’opera di Giorgio Bassani, considerata uno dei grandi romanzi della letteratura italiana del XX secolo. L’opera racconta la storia dei Finzi-Contini, un’antica famiglia ebrea minacciata dall’antisemitismo del governo fascista, che vive una vita riservata in una lussuosa villa circondata da un maestoso giardino. Alberto e sua sorella Micòl, i figli della famiglia, decidono di invitare alcuni amici a casa loro, dopo che molti di loro sono stati espulsi dal club di tennis della città. Il protagonista della storia, un giovane ragazzo ebreo della media borghesia, accede così a questa comunità ermetica – apparentemente immune alle leggi razziali – nei cui incontri convergono politica e vita privata, e sboccia l’amore tra il ragazzo e la giovane Micòl. Tuttavia, il corso della storia sembra trascinarli verso un destino disastroso e precipitarli nell’abisso che si apre sotto i loro piedi. Pochi romanzi italiani del XX secolo hanno occupato un posto così speciale nel cuore dei lettori come “Il giardino dei Finzi-Contini”, una storia commovente che intreccia il destino individuale e collettivo dell’Italia all’alba della seconda guerra mondiale. Ed è per questo che la tavola rotonda cercherà di rivisitare il libro di Bassani: conteremo per farlo sulla presenza degli scrittori Jesús Ferrero e Manuela Partearroyo. Entrambi gli autori rifletteranno sull’importanza dell’opera, sul suo adattamento al grande schermo da parte di Vittorio De Sica, sulle caratteristiche che lo hanno trasformato in un classico e sulla costruzione della sua storia.

Venerdì 23 aprile, 17:00 h. (UTC+2)

L’evento si svolgerà nel giardino del Centro Sefarad-Israel. I posti sono limitati, quindi è necessaria la registrazione previa attraverso questo link https://master5.teenvio.com/form/centrosefaradisrael/50/
L’attività può essere seguita anche online sul canale YouTube del Centro Sefarad-Israel, attraverso questo link https://www.youtube.com/watch?v=H9IaktymhBo

Jesús Ferrero (Zamora, 1952) è uno scrittore. Si è laureato in storia antica all’École des Hautes Études di Parigi. Nel 1982 ha vinto il Premio Città di Barcellona per il suo romanzo “Bélver Yin”. Ha lavorato alla sceneggiatura del film “Matador” con Pedro Almodóvar nel 1986. La sua opera poetica comprende “Río Amarillo” (1986), “Negro sol” (1987), “Ah mira la gente solitaria” (1988) e “Las noches rojas” (2003). Ha pubblicato anche i romanzi “El efecto doppler” (Premio Internazionale di Romanzo Plaza y Janés, 1990), “El último banquete” (Premio Azorín, 1997) e “Las experiencias del deseo. Eros y misos” (Premio Anagrama, 2009).

Manuela Partearroyo (Madrid, 1988) ha una laurea in Filologia e un dottorato in Studi Letterari presso l’Università Complutense di Madrid. Si è specializzata nel rapporto tra la letteratura e le altre arti, specialmente le arti visive. Scrive e insegna. È stata scrittrice di articoli e critica cinematografica per riviste come “Pastiche”, “La Crítica NYC” e “Revista de Libros”. Ha lavorato nell’editing e nella correzione di bozze per editori come Alianza, Ivorypress e La Huerta Grande. Ha passato gli ultimi cinque anni a imparare dai libri e dalle persone nella libreria Los Editores di Madrid. Se potesse, vivrebbe nel Cine Doré. “Luces de varietés” (2020) è il suo primo libro.